Chi non risica non rosica - graduatoria ultimi sette giorni

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sabato 25 febbraio 2012

E allora...


MAMBO
Vinicio Capossela

mercoledì 16 marzo 2011

Ho il ballo di San Vito....

e non mi passa....



Il ballo di San Vito
Vinicio Capossela



Salsicce fegatini
viscere alla brace
e fiaccole danzanti
lamelle dondolanti
sul dorso della chiesa fiammeggiante

vino, bancarelle
terra arsa e rossa
terra di sud, terra di sud
terra di confine
terra di dove finisce la terra

e il continente se ne infischia
e non il vento
e il continente se ne infischia e non il vento
Mustafà viene di Africa
e qui soffia il vento d'Africa
e ci dice tenetemi fermo
e ci dice tenetemi fermo

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

La desolazione che era nella sera
s'è soffiata via col vento
s'è soffiata via col rhum
s'è soffiata via da dove era ammorsata
Vecchi e giovani pizzicati
vecchie e giovani pizzicati
dalla taranta, dalla taranta
dalla tarantolata
cerchio che chiude, cerchio che apre
cerchio che stringe, cerchio che spinge
cerchio che abbraccia e poi ti scaccia

ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

dentro il cerchio del voodoo mi scaravento
e lì vedo che la vita è quel momento
scaccia, scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo
scaccia il male che ci ho dentro o non stò fermo

A noi due balliam la danza delle spade
fino alla squarcio rosso d'alba
nessuno che m'aspetta, nessuno che m'aspetta
nessuno che mi aspetta o mi sospetta

Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati
il curato non se ne cura
il ragioniere non ragiona
Santo Paolo non perdona

ho il ballo di s. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa

Questo è il male che mi porto da
trent'anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso
e il muschio non si cresce sopra il sasso

scaccia scaccia satanassa
scaccia il diavolo che ti passa
le nocche si consumano
ecco iniziano i tremori
della taranta, della taranta
della tarantolata...

mercoledì 24 novembre 2010

Camera..


a Sud

Vinicio Capossela




Rubami l'amore e rubami
il pensiero di dovermi alzare
e ruba anche l'ombra di fico che copre
il cicalar della comare
che vedo bianco di calce e pale
pigramente virare
e ho in bocca rena di sogno
nella rete del sonno meridiano
che come rena
mi fugge di mano

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar

Mescimi il vino più forte più nero
talamo d'affanno
occhio del mistero
olio di giara, grilli, torre saracena
nell'incendio della sera
e uscire di lampare
lentamente nel mare
bussare alle persiane di visioni
e di passi di anziani

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar

rubami la luna e levagli
la smorfia triste quando è piena
e ruba anche la vergine azzurra
che ci spia vestirci stanchi per uscire
fresca camicia di seta in attesa
croccante e stirata
per lo struscio e un'orzata
nel corso affollato in processione
la banda attacca il suo marciar
così va la vita

mercoledì 10 novembre 2010

Le bugie...

non invecchiano....

Parla Piano
Vinicio Capossela



Parla piano e poi
non dire quel che hai detto gia’
le bugie non invecchiano
sulle tue labbra aiutano
tanto poi
è un’altra solitudine specchiata
scordiamoci di attendere
il volto per rimpiangere
Parla ancora e poi
dimmi quel che non mi dirai
versami il veleno di
quel che hai fatto prima…
su di noi
il tempo ha gia’ giocato ha gia’ scherzato
ora non rimane che
provar la verita’
Che ti da’ che ti da’
nascondere negli angoli
dire non dire
il gusto di tradire una stagione
sopra il volto tuo
pago il pegno di
volere ancora avere
ammalarmi di te
raccontandoti di me
Quando ami qualcuno
meglio amarlo davvero e del tutto
o non prenderlo affatto
dove hai tenuto nascosto
finora chi sei?
cercare mostrare provare una parte di sé
un paradiso di bugie
La verita’ non si sa non si sa..
come riconoscerla
cercarla nascosta
nelle tasche i cassetti il telefono
che ti da’ che mi da’
cercare dietro gli angoli
celare i pensieri
morire da soli
in un’alchimia di desideri
sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a me
non sapendo dividere
dividermi con te
Che ti da’ che mi da’
affidarsi a te non fidandomi di me..
Sopra il volto tuo
pago il pegno di
rinunciare a noi
dividerti soltanto
nel volto del ricordo

venerdì 29 ottobre 2010

Una giornata....


perfetta 

Vinicio Capossela




E’ una giornata perfetta
passeggio nella strada senza fretta
ascolto Vic Damone
alla radio diffusione
a spasso per la mia citta’
Giornata di sole
trovata da solo
mi rado in canottiera
e tutto il mio pensiero
è solo un motivetto per farfisa .. Viel spass!
Il giovedì mi cade sulle scarpe
mi veste a pennello
a passo di tip tap
fresco d’acqua di Colonia
l’aria mi bacia e sogna
E’ una giornata perfetta
accendo la prima sigaretta
camicia a quadrettino
modello tabacchino
pettine al taschino
bacio un caffè Tubino
La vita è un ricciolo leggero
nel vapore un filo
cielo color mattino
color cestino
azzurro dell’asilo
Fischiare quando passan le ragazze
come primavere
fischiare e rimanere
al tavolo seduto
non inseguire niente
né botole né imbuto
perché..
E’ una giornata perfetta
passeggio nell’attesa senza fretta
il tuo pensiero in testa
mi rifa’ la scrima
e tutto è ancora prima
leggero nell’attesa
prima che si consumi
prima che si ripeta
Le frenate degli aerei in cielo
mi fanno l’occhiolino
è qualcuno che mi pensa da vicino
la sola nuvola di questo mattino
E’ una giornata perfetta
nella giardinetta che ci aspetta
vestito da pic nic
modello spic e span
anche le fronde ridono
dagli alberi sorridono
Male non c’è
far così è così gentile
fischiare salutare
sulla giacca ho appuntato un fiore
nell’estasi d’insonne
ovunque
spargere le rose
Non si è fatti per stare a soffrire
andarsene se è ora di finire
affidarsi alla vita senza più timore
amare con chi sei
o dare a chi ti da’
e non desiderare sempre e solo
quello che se ne va..
Girare saltellare
appesi a un cocktail da ombrellino
toccare il cielo da vicino
a passo di tip tap
nuvole d’acqua di Colonia
l’aria mi bacia e sogna..

martedì 28 settembre 2010

Sulla pelle e su noi......


cadono perle stasera
le insegne dipingono amanti
dai vetri rigati al vapore.....
...
Nella Pioggia
Vinicio Capossela




Sulla pe
sulla pe
sulla pelle e su noi
cadono perle stasera
le insegne dipingono amanti
dai vetri rigati al vapore

nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
i cani non trovan padroni
e suona l'orchestra a gettoni
e i cinesi non chiudono mai

nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
è un disco d'inchiostro e di cera
la strada
e i solchi li suonan le suola

camminando, camminando
cade la pioggia..
la pianola, la pianola
spazza la sera
gli ombrelli sbocciano agli angoli

nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
le rose non seguono i guanti
ritornano a mazzi ambulanti
dov'è che dormono i tram

questa pio
questa pio
questa pioggia è per noi
e brilla di ferro e binari
ritaglian le stoffe e le ore
le lancette dei grandi orologi

nascosti nella sera
partono treni a ogni ora
partono ma
non partiamo noi
gli ombrelli sbocciano agli angoli
e appesi
voliamo anche noi

gira, gira
gira la pioggia
la pianola, la pianola
spazza la sera
piccolo piccolo è il cielo
e grande
più per noi

sabato 14 agosto 2010

Apocalitticamente parlando ......


...Se non chiedi non ti sarà dato
Se non cerchi non sarai trovato.....


...Osso con Osso
Dente con Dente
Empio con Empio......


Non Trattare
Vinicio Capossela 





Non trattare
Non trattare.....la tua fede non trattare

Non trattare
Non ti frantumare
O il peccato ti renda mortale
(e mantieni l'unità)
Non ammazzare
Se non nel mio nome
O il sangue che hai versato ricada su di te
Non trattare..
Non ti soffermare
Abbi cura del timore

Se non chiedi non ti sarà dato
Se non cerchi non sarai trovato

Non sappia la tua destra
Che fa la tua sinistra
Non gettare le tue perle ai cani,
A chi non vede
Affinchè non ti sbrani

Per amore verrà divorato
Chi all'amore in pasto si è dato
In Babilonia la gran prostituta
Che ha bevuto del sangue dei profeti

Osso con Osso
Dente con Dente
Empio con Empio
Lo disperda il vento
Eccolo l'empio
Che viene
Gonfio d'orgoglio
Chiomato come un cedro del Libano

Guardali Signore
Latrano come cani
Vengono la sera
Son tutt'intorno alla mia casa
Ma tu che sei la mia forza e la grazia
Sii tu la mia roccia
Arma del mio braccio
Nel tuo amore mi farai avanzare
Distruggili Signore
Signore delle schiere
Distruggili i miei nemici
Come loro distruggono me

Siano presi al laccio
Della loro superbia
Siano come lumache
Che consuman camminando
Spezza i loro denti
Non vedano più il sole
Come aborto di donna
Non vedano la luce
Colpiscili, disperdili
Finchè nel sangue dell'empio
Mi laverò i piedi

Così l'Angelo coglierà la vigna
Nel tino dell'ira
Lì li pigerà,
Lì li vendemmierà
Finchè il sangue arrivi fino al morso
Per 40000 cubiti, 60000 stasimi
Bruceranno nel lago di zolfo
La città della gloria non sarà
Per chi non ha creduto

Perciò non trattare
Non trattare
La tua fede non trattare

E intanto
Nei giorni che hai contati
Nel niente sotto il sole
Nel niente sotto il sole
A mascellate d'asino
Difenderai il tuo cuore

mercoledì 11 agosto 2010

Come levar alle stelle via il bagliore?...

Come impedir che corra il fiume al mare?......

L'ombra dell'anima mia


L'ombra dell'anima mia
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.
L'ombra dell'anima mia!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia
e la goccia di pianto si trasforma
in alabastro di spirito.
(L'ombra dell'anima mia!)
Il nodo del dolore
finisce,
ma resta la ragione e la sostanza
del mio vecchio mezzogiorno di labbra
del mio vecchio mezzogiorno
di sguardi.
Un torbido labirinto
di stelle affumicate
imprigiona le mie illusioni
quasi appassite.
L'ombra dell'anima mia!
E un'allucinazione
dispone gli sguardi.
Vedo la parola amore
sgretolarsi.
Usignolo!
Usignolo mio!
Canti ancora?

Federigo Garcia Lorca



PENA DELL'ALMA - Vinicio Capossela




Che farò lontan da te pena dell'anima
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?

E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar

Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?

venerdì 2 luglio 2010

Dov'è la strada che porta a me.....

...dov'è la strada che porta a lei....

"Signora Luna" Vinicio Capossela - M.Ribot








Persa nel cielo
lungo la notte del mio cammino
sono due luci
che mi accompagnan
dovunque sto
una nel sole
per quando il sole
mi copre d'oro
una nel nero
per quando il gelo
mi vuole a sé

signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi
dov'è la strada che porta a me
forse nel sole
forse nell'ombra
così par esser
ombra nel sole
luce nell'ombra
sempre per me

perse nel cielo
lungo la notte
del mio cammino
sono due luci che brillan sempre
dovunque sto
brillano alte
brillano intense
finchè par essere
che siano gli occhi
di chi ho già perduto
che veglian per me

signora luna che mi accompagni
per tutto il mondo
puoi tu spiegarmi dov'è la strada
che porta a lei
non se ne adombri
signora luna se non ho amato
diglielo a ella
che solo ella
veglia per me

non se ne adombri signora luna
se non ho amato
solo negli occhi
di chi è già stato
veglia per me

giovedì 1 luglio 2010

.......tra carni cadenti e stelle cadute.........

".....e grazie Signore
per il dono della sobrieta’
per farmi accettare quel che non posso cambiare
e per il coraggio di fare
........"



Avanti il prossimo.........

VIDEO



Vetri appannati d'America - Vinicio Capossela






Vetri appannati d’America
e tutti se ne sono gia’ andati
restano i bar vuoti
i cani e le strade
gli sgabelli le corse e le puntate
Lontano lontano lontano
vi scrivo da molto lontano
tra carni cadenti e stelle cadute
e stellette del cielo in terra e per terra
nel.. silenzio d’America
Marinai e soldati ai telefoni occupati
(e non arrivo ancora a te)
funerali e bande bandiere e fanfare
(d’America)
sono Jim e sono un alcohol
sono John e sono oversize
e grazie Signore
per il dono della sobrieta’
per farmi accettare quel che non posso cambiare
e per il coraggio di fare
nell’unione di anonimi
Dio salvi l’America
Jim siede e dondola
e la madre ciondola
e polvere e polvere in casa
il cancro è andato ora restan le spese
e sigarette e televisore nel buio sempre accese
Il fiume scorre tra gli argini
lo caricano sul dorso le gru
Jim dorme armato e come da ragazzo lo sente
tra la luna e il granturco continuare a passare
nel.. silenzio d’America
Pioggia sui vetri d’America
e bocconi di pollo in cartone
restano le pompe come lapidi in piedi
lungo i chilometri immobili
Affacciarsi dal vetro a una vita
affacciarsi dove sei finita
la divisa di Kenricks
il coltello e la carne
e cosa ha fatto al tuo volto la vita
nel..silenzio d’America

lunedì 26 aprile 2010

Via vai .......vai via


"Non è l'amore che va via" Vinicio Capossela






Vai vai
tanto non è l'amore che va via
Vai vai
l'amore resta sveglio
anche se è tardi e piove
ma vai tu vai
rimangono candele e vino e lampi
sulla strada per Destino

Vai vai
conosco queste sere senza te
lo so, lo sai
il silenzio fa il rumore
dei tuoi passi andati
ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d'amore
e il gusto amaro del mattino

Ma
non è l'amore che va via
il tempo sì
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te...
soltanto un sonno di quiete domani...

Ma vai, tu vai
conosco le mie lettere d'amore
e il gusto amaro del mattino

lo so lo sai
immaginare come un cieco
e poi inciampare
in due parole
a che serve poi parlare
per spiegare e intanto, intanto noi
corriamo sopra un filo, una stagione,
un'inquietudine sottile.

Ma,
non è l'amore che va via
il tempo sì,
ci ruba e poi ci asciuga il cuor
sorridimi ancor
non ho più niente da aspettar
soltanto il petto da uccello di te...
soltanto un sonno di quiete domani...




"Chi era Maria Pocchiola?" Totò



mercoledì 14 aprile 2010

Triste ma non troppo


"Ultimo Amore" Vinicio Capossela & Antonio Albanese





Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò

poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar

e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò




" Ricomincio da tre" Massimo Troisi- Lello Arena (chi parte sa da che cosa fugge...)








".....chi parte sa da cosa fugge ma non sa cosa cerca....."







"Come mi vorresti" Renato Zero





Come mi vorresti vediamo un po'
prendi la matita ti seguirò
fammi un esempio una traccia un disegno usa l'ingegno...
Come mi vorresti
io non lo so
non giocare troppo è meglio di no non più di tanto
lasciami un neo
la forma del mento...

Più fantasia che puoi
nessun condizionamento prenditi il tempo
lo spazio che vuoi
fammi più bello e più interessante che mai esagera anche tu!
Lo so che poi vivrei di nuova luce
io non sarei più io non mi do pace... mi sembra che...
sia una vendetta atroce!
Rinascere così come d'incanto
senza memoria io non mi orizzonto non cambierò...
la trama al mio racconto!

Volendo essere onesti c'è molto di più
mi sforzo di piacerti ci provo ma tu
tu invece insisti che vuoi trasformami
tu credi che basti...
Come mi vorresti davvero lo sai
un mare di difetti non ci giurerei
pensaci bene se ti conviene
stravolgermi il cuore...
Ti mostrerò come si può cambiare faccia ed aspetto
quella penombra confondere sa la più palese delle verità
un ibrido sarei!
Più muto di così
più esasperato che l'uomo che tu vuoi
non è mai nato io sono io
il solito Renato!Ho scelto te così senza riserve
l'anagrafe con me vedrai non serve
l'anima sì e guai a chi la perde...
Come mi vorresti... Dimmi come mi vorresti...
Come mi vorresti... Dimmi come mi vorresti...
Come mi vorresti... Come mi vorresti...
Come mi vorresti... Dimmi come mi vorresti...
Come mi vorresti... Dimmi come mi vorresti...
Come mi vorresti... Come mi vorresti...
Come mi vorresti... Dimmi come mi vorresti...

mercoledì 3 marzo 2010

Balla con me....

Vinicio Capossela - Resta con me




Mi piange negli occhi
l'arte di star
seduto nell'ombra
ad ascoltar
nessuno mai
passa di qua
su questa strada che
non porta a me
ma fa rumore
di baci e parole

Mi passa la vita
ad aspettar
e cade sui tacchi
di chi sa danzar
Ah certo si',
tu lo sai far
sul passo incerto
del mio turbamento
quando ti sento
spogliarmi dal dolor

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E' notte e ci soffia all'orecchio
che l'ora gia' muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

Ti ride negli occhi
l'arte di amar
accendi misteri
senza parlar
sorridi se
io muoio in me
e siedi sull'orlo
dei miei pensieri che
la notte sa
portare a te

Resta con me questa sera
e balla ancora
Danza con me questa sera
spogliami ancora
E' notte e ci soffia all'orecchio
che l'ora gia' muore
assieme al nostro odore
a questo tuo sapore

sabato 20 febbraio 2010

Vinicio Capossela CORE 'NGRATO....



CORE 'N GRATO
(Cardillo e Cordiferro)
Beniamino Gigli (Italy)


Catarì, Catarì...
pecchè mm''e ddice sti pparole amare?!
Pecchè mme parle e 'o core mme turmiente Catarì'?!
Nun te scurdà ca t'aggio dato 'o core, Catarì...
Nun te scurdà...
Catarì...
Catarì, che vène a dicere
stu pparlà ca mme dà spàseme?
Tu nun ce pienze a stu dulore mio?!
Tu nun ce pienze, tu nun te ne cure...

Core, core 'ngrato...
T'hê pigliato 'a vita mia!
Tutto è passato...
e nun ce pienze cchiù

Catarì, Catarì...
tu nun 'o ssaje ca fino e 'int'a na chiesa
io sò' trasuto e aggiu pregato a Dio, Catarì...
E ll'aggio ditto pure a 'o cunfessore: "Io stò' a murì
pè chella llà...
Stò a suffrì
stò a suffrì nun se pò credere...
stò a suffrì tutte li strazie..."
E 'o cunfessore, ch'è perzona santa
mm'ha ditto: "Figliu mio làssala stà, làssala stà!..."

Core, core 'ngrato...
T'hê pigliato 'a vita mia!
Tutto è passato...
e nun ce pienze cchiù


Vinicio Capossella descrive il pezzo subito dopo averlo interpretato con queste parole:

......in due parole volevo dirvi perchè abbiamo eseguito quest'ultimo pezzo, abbiamo in
senso napoleaonico che va tanto di moda in questi ultimi giorni,dicevo. . abbiamo appena
suonato a Napoli e lì mi sono rinconciliato con questa canzone che mi ha sempre colpito per
via della figura del confessore. Volevo nel dettaglio farvi notare due o tre finezze di
questa canzone. Va bene Catarì Catarì poteva chiamarsi anche in un altro modo,ma.... perchè
mi dici queste parole amare? Perchè me le dici? Le so già... c'è pure bisogno che me le
dici?
Perchè ogni ora il cuore mi tormenti Catarì! Non ti scordare... non ti scordare
ma parole già vane..
io ti ho dato il cuore Catarì
Non ti scordare!
ma subito dopo
Catarì Catarì.. che vieni a dire?
che vieni a dicere
queste parole che mi danno spasimi
Tu non ci pensi a questo dolore mio
Tu non ci pensi e non te ne curi
E poi la seconda strofa dice
Catarì non lo sai che perfino dentro una chiesa io sono andato Catarì
e ho pregato a Dio Catarì ma non trovando nessuno
mi sono dovuto rivolgere al confessore
e l'aggia ditto pure o confessore catarì
io sto a soffrire proprio per quella là
però già ha preso le distanze dice per "quella là"
non la chiama già più col primo nome
per quella là sto a soffrì sto a soffrì
non si può credere
sto soffrendo tutti gli strazi dice
tutti
ira, gelosia, invidia, tutte le sta soffrendo
e il confessore mosso a pietà da tanto questo questo, gli ha detto,
il confessore che è persona santa m'ha detto "figlio mio"
mi ha trattato proprio come un figlio a quel punto
"lassala sta! lassala sta!" e non sapendo più con chi prendersela non se la prende più
neanche con lei ma proprio col suo cuore e qua siamo quasi vicino all'ingiuria e gli dice
"core, cuore ingrato
che hai pigliato a vita mia,
tutto è passato e non ci pensi più"
In questi due ultimi versi voglio sottolineare la grande poesia dell'autore perchè quand'è
che una cosa è veramente passata? quando non ci pensi più
a quel punto non esiste semplicemente più e ...non resta che l'ingiuria.
 

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