Chi non risica non rosica - graduatoria ultimi sette giorni

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giovedì 3 febbraio 2011

La fatica


Pierangelo Bertoli




Amore mio, che cosa vuoi che dica
Sarà che mi è scoppiata la fatica
O forse ho scaricato tutto il sacco di esperienza
E sono fermo ai blocchi di partenza
A volte sono stanco di pensare
Mi sento come un pesce senza il mare
Ho scritto tante cose, tanti fatti e le ragioni, 
cercando di fermare le emozioni
Mi piace aprir la botte e raccontare 
di come a volte il cielo tocca il mare
Di come l'infinito sia nel viso della gente, 
che ha costruito tutto e non ha mai avuto niente
Amore mio, vorrei cominciare 
con tante cose ancora da inventare
E non sentirmi vuoto come un fiasco già scolato
Con l'impressione d'essere arrivato
Mi piace scombinare l'acquisto 
e rivoltar la giacca ad un partito
E fare i conti in tasca alle morali e tradizioni
Col gusto di scoprire le finzioni
E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima
Amore mio, mi mancan le parole 
per costruire torri in faccia al sole
Sarà perché son stato troppo tempo a vegetare
Che l'ho chiamato spesso riposare
Ma non ho ancora perso la mia rabbia
Non mi hanno ancora nella gabbia
E pesco ancora in fondo alle mie tante ribellioni 
per scaricarle dentro alle canzoni
Mi piace respirare la chiarezza
Sentire dentro un po' di tenerezza
Rompendo i bugigattoli dei dogmi culturali 
stampate sulle tavole di pietra o sui giornali
E ancora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima
Amore mio, se a volte mi nascondo
Se chiudo le mie entrate a questo mondo
È solo per cercare di capire come sono
Mi sento naufragare e mi abbandono
Mi piace poi tornare come nuovo
Sentire che mi scrollo e che mi muovo
Allora c'è nell'aria come un altro ritornello
Così che ripulisco il mio cervello
E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima.

mercoledì 5 gennaio 2011

"A bruna"


Pierangelo Bertoli





Rapida scendevi le scale
avevi gli occhi pieni d'allegria
e un qualche cosa di giornata speciale
che risvegliava la mia fantasia
è come quando liberi del tutto i pensieri
e voli in alto oltre la città
al di sopra della realtà.
Vicoli di antichi ricordi
come in un album di fotografie
che illuminati dalla luce del giorno
resuscitavano le storie mie
e mi aggiravo incredulo fra le vetrine
sfiorando attimi vissuti già
con l'emozione che mi sorprendeva tanto tempo fa.
Così decisa tu venivi
per parlarmi allora per la prima volta
non sembravi imbarazzata forse appena un po'
con poche frasi semplici
mi hai invitato a cena da te
sono stato fortunato quando hai scelto me.
Sveglio mentre dormi al mio fianco
sto componendo la mia vecchia follia
scrivendo frasi che mi premono dentro
da liberare insieme a un'armonia
e all'improvviso penso di volerti svegliare
per presentarti un altro pezzo di me
un altro pezzo che ho recuperato
stando insieme a te.
E non ricordo oggi d'essere mai stato
solo dopo il nostro incontro
come se la nostra storia non finisse mai
e mi ritrovo a vivere amo tutto quello che ho
certo non mi so spiegare o forse non si può
e certe sere vorrei spingere
la nostra barca fino in alto mare
e sfidare le tempeste della verità
mentre i problemi crollano
battersi e tentare di più
per far bello questo posto dove vivi tu.
Ma tu rispondi quando i venti
gonfiano le nostre vele
non potranno che portarci dove andiamo già
e se ti sembrerà difficile
armati di quel che sarà
ed avremo un nostro posto di serenità

venerdì 24 dicembre 2010

La grande ipocrisia natalizia....

Ipocrisia più
ipocrisia meno

c'è sempre chi si riempie le tasche 
dei nostri soldi....

Buon Natale!!

E' nato, si dice
Pierangelo Bertoli




 Natale, Natale, Natale

Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,
si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti
si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c'è il panettone
bottiglie di vino moscato e c'è il premio di produzione.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

C'è l'angolo per il presepio e l'albero per i bambini
i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini
i preti tirati a parata la legge racconta che è onesta
le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l'asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!
 

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