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giovedì 24 maggio 2012

Dicono...

  meglio soli che male accompagnati...

Elogio della Solitudine 

Fabrizio de Andrè


giovedì 24 febbraio 2011

Cambia.....


Volta la carta
Fabrizio De Andrè

venerdì 28 gennaio 2011

Saper leggere....

il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura....


khorakhanè 
A forza di essere vento
Fabrizio de Andrè




Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

lunedì 17 gennaio 2011

Elogio


della solitudine
Fabrizio De Andrè

mercoledì 29 dicembre 2010

Nome proprio di persona .........


di genere maschile o femminile?

 Andrea
Fabrizio De Andrè




Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sarà tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

C'era scritto sul foglio ch'era morto sulla bandiera
C'era scritto e la firma era d'oro era firma di re

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese
E Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.
Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me

sabato 16 ottobre 2010

Esperienze.....


alternative....

"La Città Vecchia"
Fabrizio De André



Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

mercoledì 8 settembre 2010

Una solitudine....

che deriva da emarginazione il più delle volte,
a meno che uno non se la voglia scegliere volontariamente.
Una emarginazione che trae origine da comportamenti desueti e diversi
da quelli della maggioranza degli esseri umani e ciò deriva dal fatto
che certe persone nascono per curiosi casi del destino,
in qualche misura, si potrebbero addirittura chiamare scherzi della natura,
un individuo nasce maschio e ha dei sentimenti, io direi...
una spiritualità completamente femminile, questo individuo viene iscritto all'anagrafe in quanto maschio e di lì comincia una slavina di difficoltà, di tormenti, di sensi di colpa, di dolori, in fine dei conti
è il caso di Prinçesa e delle molte Prinçese che vivono in mezzo a noi.


Ma le emarginazioni dovute anche a comportamenti desueti e diversi dovuti all'eredità di culture millenarie che certi popoli si portano dietro,
a cui non hano nessuna intenzione di rinunciare,
è il caso del popolo Rom che noi volgarmente chiamiamo Zingari prendendo a prestito il termine da Erodoto che li chiamava Zinganui, diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall'India, che parlavano una strana lingua che poi si è scoperto essere il "Sanscrito",e che facevano come mestiere, se mestiere lo si può considerare, quello del mago e dell'invìdovino, e quindi un popolo che gira il mondo da più duemila anni, afflitto o affetto,io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto da quello che gli psicologigi chiamano "dromomania", cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto.

E' Un popolo secondo me che meriterebbe, per il fatto stesso che gira il mondo appunto da circa duemila anni senza armi, meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.
Purtroppo i nostri storici e non soltanto i nostri, preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali, ma in quanto organizzati in Nazioni se non addirittura in Stato, e si sa che i Rom non possedendo territorio non possono considerarsi nè una Nazione nè uno Stato.
Mi si dirà che gli Zingari rubano.
E' vero hanno rubato anche in casa mia.
Si accontentano però dell'oro e delle palanche,
l'argento per esempio non lo toccano perchè secondo loro porta male,
lascia il nero
Quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli Zingari
D'altra parte si difendono come possono.
Si sa bene che l'industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali
Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani lavoratiori di metallli, in special modo del rame, addestratori di cavalli e giostrai, tutti mestieri che purtroppo sono caduti in disuso.

Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire, non ho mai visto scritto da nessuna parte che gli Zingari abbiano rubato tramite banca e questo mi pare che sia un dato di fatto.

E' inutile ricordarvi, forse qualcuno lo sa, qualcuno non lo sa, d'altra parte gli Zinvari sono talmente costretti a vivere nel presente che hanno poca memoria ed è difficile sentire raccontare da uno Zingaro quello che gli è successo in un campo di concentramento.

E' stato proprio per merito degli Ebrei che noi abbiamo saputo degli Zingari nei campi di concentramento.


Fabrizio De Andrè parla dei Rom


domenica 25 luglio 2010

Grazie

...............smemoria...
.....smemoranda....
..smemore
.....

Fabrizio De Andrè - Cose che dimentico




C'é un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei

C'e un amore alla finestra
tra le stelle e il marciapiede
non é in cerca di promesse
e ti da quello che chiede

Cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico

C'e un amore che si incendia
quando appena lo conosci
un' identica fortuna
da gridare a due voci

C'e un termometro dei cuore
che non rispettiamo mai
un avviso di dolore
un sentiero in mezzo ai guai

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme

Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo
il gelo
e tutti ne sentiamo il gelo

C'e un amore che ci stringe
e quando stringe ci fa male
un amore avanti e indietro
da una bolgia di ospedale

Un amore che mi ha chiesto
un dolore uguale al mio
a un amore così intero
non vorrei mai dire addio

Cose che dimentico
sono cose che dimentico

Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
non dorme

Qui nel girone invisibili
per un capriccio dei cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

Viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo

Sono cose che dimentico
sono cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico.

sabato 24 luglio 2010

Deus Deus

Fabrizio De Andrè - AVE MARIA

Versione cantata da Mark Harris





Deus Deus ti salve Maria
chi chi ses de grazia piena
de grazia ses sa ivena
ei sa currente...
ei sa currente...
... ...
... ...

Pregade pregade lu a fizzu ostru
chi chi tottu sos errores
a nois sos peccadores
a nos perdone
Meda meda grazia a nos done
in vida e in sa morte
e in sa diciosa sorte
in paradisu



Versione cantata da Fabrizio De Andrè






E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.

Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.

Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.

....prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume...


...dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò....

Fabrizio de Andrè - CANTO DEL SERVO PASTORE






Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura
dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome ancora non lo so

Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito

Mio padre un falco mia madre un pagliaio
stanno sulla collina i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte notte notte sola sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco

sabato 17 aprile 2010

Inganno inganna ingannator......."Anime salve " Fabrizio De Andrè

.....che bell'inganno sei anima mia....(De Andrè)




"Anime salve" Fabrizio De Andrè





Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia.

Sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e non basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro

I futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia.

Mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo.

Ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo.

Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.




"Vaffanculo" da Tre Uomini e Una Gamba Aldo Giovanni e Giacomo







"....non sono un automa, sono una persona...."




"Shpalman" Elio e le Storie Tese






Fra le maschere che un uomo può indossare ricordiamo l'argilla.
Fra le maschere che un uomo può indossare come non citare il bronzo?
C'è la maschera di ferro,
c'è la maschera di Pippo,
ma la maschera di merda
te la fa solo Shpalman.

Dixie e le ragazze della palla al piede tornano domani,
ma adesso è il momento della cazzuola di Shpalman!

Un tamarro dietro l'angolo voleva incularmi la Vespa.
Un tamarro dietro un altro angolo voleva incularmi la catenina.
Ma io ho chiamato "Shpalman!"
Lui mi ha risposto "Dimmi"
E io gli ho detto: "Vieni qui che c'è bisogno di te per difendere me"
Attenti cattivissimi perchè è arrivato Shpalman,
che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
che tutti shpalmerà.

Perchè è arrivato Shpalman,
che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
che tutti shpalmerà.

Non c'è dubbio che Shpalman sia un amico
con le mani in pasta.
E non credere che a Shpalman gli puoi dire "Tipo, adesso basta"
Perchè si chiama Shpalman
e il nome dice tutto
e ad ogni farabutto tinge il viso color maron,
poi lo asciuga col phon
ti rende shpalmatissimo

Perchè si chiama Shpalman
e shpalma la merda in faccia
aiuto arriva Shpalman
che tutti shpalmerà

Eroe dei nostri tempi
non temo il faccia a faccia
di merda una focaccia
sul volto shpalmami

Facc! Zic! Briff! Rottprot! Mingh!
Pat Pat! Zic! Zum! Patatracchete!
Uelalalala! Che super sballo!
Nella confezione di Shpalman megatransformer
super action trovi la cartolina del concorso
"spalma il tuo compagno di banco"
e vinci la cazzuola laser di Shpalman.

Perchè è arrivato Shpalman
che shpalma la merda in faccia
aiuto arriva Shpalman
che tutti shpalmerà
autografi la faccia
di tutti i miei nemici
e il volto gli incornici
con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman,
ci mancherai di brutto
ed ogni farabutto
shpalmato resterà

venerdì 2 aprile 2010

Imparare imparando

Due brani musicali che hanno molto in comune anche se apparentemente diversi per il ritmo e le armonie.


"Smisurata preghiera" Fabrizio de André



Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere


Ennio Morricone dirige "The Mission" (Arena di Verona)


giovedì 4 marzo 2010

Felici...infelici

"Stupido Hotel" Vasco Rossi




Ora che sono
Ora che sono qui
In questo stupido stupido hotel
E non sei qui con me
Tutto mi sembra inutile
tutto mi sembra com'è
Farmi la barba o uccidere
Che differenza c'è?
Hai già pronto il piano di recupero
Io vado preso, vado preso e hai
sempre ragione tu
Per il mio limite
Io non so stare solo
Vivere insieme a me
Basta aspettarmi uscire...
E prendermi con sé
Credi che sia facile
Credi che sia semplice
Vai a farti fottere
Credi che sia
Una storia semplice
Cielo senza nuvole
Un amore utile
Sempre alla ricerca DOV'E'??
Uhò dov'è? Fin là!!
Dov'è?...uh! dov'è...
Questa felicità!

Ora che sono
Ora che sono qui
Nel supermarket di questo stupido
stupido hotel
E tu non sei qui con me
Tutto mi sembra inutile
Tutto mi sembra com'è...
telefonarti o uccidere
Che differenza c'è...

Basta che sia facile
basta che sia semplice
basta farsi fottere
basta che sia
Una storia semplice
Cielo senza nuvole
Un amore utile
Sempre alla ricerca
DOV'E'??
Uhò dov'è? Fin là!!
Dov'è?...uh! dov'è...
Questa felicità!!...

Dov'è?...uh! dov'é... Fin là!!
Dov'è?...uh! dov'é... Fin là!!
Dov'è?...uh! dov'è...
Questa felicità!!....
DOV'E'??



"Hotel Supramonte" Fabrizio De Andrè





E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore



"Habanera" dalla Carmen di Bizet - Katia Ricciarelli -







- "Habanera" Angela Gheorghu - Carmen - Bizet








L’amour est un oiseau rebelle
que nul ne peut apprivoiser,
et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
s’il lui convient de refuser!
Rien n’y fait, menace ou prière,
l’un parle bien, l’autre se tait;
et c’est l’autre que je préfère,
il n’a rien dit, mais il me plaît.

L’amour! l’amour! l’amour! l’amour!

L’amour est enfant de Bohême,
il n’a jamais, jamais connu de loi,
si tu ne m’aimes pas, je t’aime,
si je t’aime, prends garde à toi!
Choeur
Prends garde à toi!
Carmen
Si tu ne m’aimes pas,
si tu ne m’aimes pas, je t’aime!
Choeur
Prends garde à toi!
Carmen
Mais si je t’aime,
si je t’aime, prends garde à toi!

L’oiseau que tu croyais surprendre
battit de l’aile et s’envola;
l’amour est loin, tu peux l’attendre,
tu ne l’attends plus, il est là.
Tout autour de toi, vite, vite,
il vient, s’en va, puis il revient;
tu crois le tenir, il t’évite,
tu crois l’éviter, il te tient!

L’amour! l’amour! l’amour! l’amour!

Traduzione:

l'amore è un uccello ribelle
che niente può addomesticare
ed è davvero inutile che lo si chiami
se ritiene di rifiutare.
a nulla serve, minaccia o preghiera,
uno parla bene l'altro tace:
ed è l'altro che io preferisco,
non ha detto nulla ma mi piace.

l'amore, l'amore! l'amore!
l'amore è figlio di zingaro,
non ha mai conosciuto legge,
se tu non mi ami, ti amo:
se io ti amo, fai attenzione a te!

l'uccello che credevi di sorprendere
sbattè le ali e prese il volo;
l'amore è lontano, tu puoi attenderlo
tu non lo attendi più, lui c'è!
attorno a te, veloce, veloce,
lui viene, se ne va, poi ritorna;
tu credi di tenerlo, lui ti evita;
tu credi di evitarlo, lui ti tiene!
 

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