Chi non risica non rosica - graduatoria ultimi sette giorni

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giovedì 24 maggio 2012

Il desiderio...

 è la cosa più importante.....

il desiderio

Giorgio Gaber 

martedì 31 maggio 2011

secondo me...

la donna Gaber

domenica 15 maggio 2011

I Soli


Giorgio Gaber




I soli sono individui strani
con il gusto di sentirsi soli fuori dagli schemi
non si sa bene cosa sono
forse ribelli forse disertori
nella follia di oggi i soli sono i nuovi pionieri.

I soli e le sole non hanno ideologie
a parte una strana avversione per il numero due
senza nessuna appartenenza, senza pretesti o velleità sociali
senza nessuno a casa a frizionarli con unguenti coniugali.

Ai soli non si addice l'intimità della famiglia
magari solo un po' d'amore quando ne hanno voglia
un attimo di smarrimento, un improvviso senso d'allegria
allenarsi a sorridere per nascondere la fatica
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.

I soli si annusano tra loro
sono così bravi a crearsi intorno un senso di mistero
sono gli Humphrey Bogart dell'amore
sono gli ambulanti son gli dèi del caso
i soli sono gli eroi del nuovo mondo coraggioso.

I soli e le sole ormai sono tanti
con quell'aria un po' da saggi, un po' da adolescenti
a volte pieni di energia a volte tristi, fragili e depressi
i soli c’han l'orgoglio di bastare a se stessi.

Ai soli non si addice il quieto vivere sereno
qualche volta è una scelta qualche volta un po' meno
aver bisogno di qualcuno, cercare un po' di compagnia
e poi vivere in due e scoprire che siamo tutti
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.

La solitudine non è malinconia
un uomo solo è sempre in buona compagnia.

mercoledì 4 maggio 2011

Un'emozione....


non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via......

Un'emozione
Giorgio Gaber



Un'emozione
Io non appartengo a niente, figuriamoci all'amore
il mio amore è solamente quello che ti do.
A volte cresce il mio bisogno d'inventare
ma come faccio a tirar fuori quello che non ho?

Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via.
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te.

Un'emozione, lo so, esiste ancora
ma ho imparato che può non esser vera.
Un'emozione sicura che sia dentro di noi
per ritrovarsi e crescere con lei.

Una mano, una mano di donna appoggiata sul viso.
Il mio viso è fermo, la pelle di una mano
con dentro piccole vene intrecciate
la mano lunga, bianca della donna che amo.

La bocca, la bocca si fa più vicina per un contatto
controllo il gesto ed ora siamo sul letto.
Una spallina che cade da sola
e nel silenzio solo i nostri corpi in contatto.

La mia mano, meccanica, con gesti un po' studiati
si muove più in fretta, ed ora siamo attaccati.
Si è stabilita un'intesa perfetta.
Controllo il mio corpo e studio l'entusiasmo, l'amore, l'orgasmo.
L'orgasmo.

Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via.
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te.

Se io sapessi....

fisicamente 
cosa mi fa bene e cosa mi fa male....

Se io sapessi
Giorgio Gaber



Una logica ormai acquisita 
è che l'uomo è provvisorio 
e che ha un senso un po' precario della vita. 
Ma morire è un gesto innaturale 
che di solito è accettato 
per un dato più statistico che razionale. 
Se io sapessi cosa mi fa bene 
se io sapessi cosa mi fa male 
nella marea di cose e di persone che c'ho intorno 
se non tradissi le mie pulsioni vere 
potrei sul serio diventare 
un uomo pluricentenario forse eterno. 
[parlato:] Forse aspirare all'immortalità è un po' eccessivo. 
Ma quando uno si innamora di una teoria, 
a volte, si lascia prendere la mano. 
Se io sapessi quanto sono strani 
i miei pensieri e le emozioni 
se avessi letto un po' meglio il mio libretto di istruzioni 
se io sapessi, d'un tratto io sapessi, 
se quando sono nato i miei han ringraziato Iddio o hanno imprecato 
se io sapessi uscire allo scoperto 
se io mi fossi accorto che mio fratello o qualcun altro mi voleva morto se io sapessi al di là delle parole 
che il mio inferno infantile sarà sempre presente al mio fianco, al mio capezzale. 
Se io sapessi fisicamente cosa mi fa bene e cosa mi fa male 
se io sapessi più concretamente cosa mi fa bene, cosa mi fa male. 
Se io sapessi perché la mia salute 
fa delle cose un po' insensate 
e io non riesco nemmeno a spiegarmi una banale gastrite 
se io sapessi, che bello se sapessi 
se quando soffro per amore mi convenga toccare il fondo o andarmene a ballare 
se io sapessi scegliermi un'amante 
se io sapessi veramente distinguere un delirio idiota da uno intelligente se io sapessi se sia meglio essere fedele e in ossequio alla morale rinunciare tranquillamente a una scopata celestiale. 
Se io sapessi fisicamente 
cosa mi fa bene e cosa mi fa male 
se io sapessi più concretamente cosa mi fa bene, cosa mi fa male. 
Se io sapessi le mie fatiche umane e le commedie quotidiane 
se fossi certo che almeno io mi voglio un po' di bene 
se io sapessi, magari io sapessi 
se ho dato ai figli il giusto amore 
o sono stato, come quasi tutti, un padre di mestiere 
se io sapessi se lei che è così forte 
e condivide la mia sorte 
sarà schierata comunque e per sempre dalla mia parte 
se io sapessi se nel nostro convivere civile 
in questo abbraccio generale c'è anche chi piangerà veramente al mio funerale. 
Se io sapessi fisicamente 
cosa mi fa bene e cosa mi fa male 
se io sapessi più concretamente cosa mi fa bene, cosa mi fa male 
cosa mi fa bene, cosa mi fa male 
cosa mi fa bene, cosa mi fa male cosa mi fa bene, cosa mi fa male.

sabato 30 aprile 2011

Va' pensiero su l'ali dorate.....


va' pensiero su l'ali dorate.......


E pensare che c'era il pensiero
Giorgio Gaber




Il secolo che sta morendo
è un secolo piuttosto avaro
nel senso della produzione di pensiero.
Dovunque c'è, un grande sfoggio di opinioni, piene di svariate
affermazioni che ci fanno bene e siam contenti
un mare di parole
un mare di parole
ma parlan più che altro i deficienti.

Il secolo che sta morendo
diventa sempre più allarmante
a causa della gran pigrizia della mente.
E l'uomo che non ha più il gusto del mistero, che non ha passione
per il vero, che non ha coscienza del suo stato
un mare di parole
un mare di parole
è, come un animale ben pasciuto.

E pensare che c'era il pensiero
che riempiva anche nostro malgrado le teste un po’ vuote.
Ora inerti e assopiti aspettiamo un qualsiasi futuro
con quel tenero e vago sapore di cose oramai perdute.
Va' pensiero su l'ali dorate
va' pensiero su l'ali dorate.

Nel secolo che sta morendo
si inventano demagogie
e questa confusione è il mondo delle idee.
A questo punto si può anche immaginare che potrebbe dire
o rinventare un Cartesio nuovo e un po' ribelle
un mare di parole
un mare di parole
io penso dunque sono un imbecille.

Il secolo che sta morendo
che sembra a chi non guarda bene
il secolo del gran trionfo dell'azione
nel senso di una situazione molto urgente, dove non succede
proprio niente, dove si rimanda ogni problema
un mare di parole
un mare di parole
e anch'io sono più stupido di prima.

E pensare che c'era il pensiero
era un po' che sembrava malato, ma ormai sta morendo.
In un tempo che tutto rovescia si parte da zero
e si senton le noti dolenti di un coro che sta cantando.

Vieni azione coi piedi di piombo vieni azione coi piedi di piombo.

venerdì 15 aprile 2011

Corrottamente corrotto

Il corrotto
Giorgio Gaber 

domenica 27 febbraio 2011

La realtà...


non è fantasia......

La realtà è un uccello
Giorgio Gaber

giovedì 3 febbraio 2011

C'è nell'aria un'energia....

 
che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.....


Il Grido
Un'Idiozia Conquistata a Fatica
Giorgio Gaber



E voi così innocenti colpevoli d'esser nati
in giro per le strade, gli sguardi vuoti i gesti un po' sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello spreco di energia dei giovani normali.

E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che "nessuno mi ha mai capito"
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.

È un gran vuoto che vi avvilisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.

E voi che rincorrete, decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto, all'occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.

E voi così randagi sempre sull'orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro al vostro petto un'implosione d'odio
l'eroico vittimismo da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria dei giovani scoppiati.

È una rabbia che vi stravolge e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.

E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.

C'è nell'aria un'energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.

lunedì 17 gennaio 2011

Credimi, da soli si sta bene...

  
In due? È  un esercito.


La solitudine
Giorgio Gaber




La solitudine
non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia.

Uno c'ha tante idee
ma di modi di stare insieme
ce n'è solo due
c'è chi vive in piccole comuni o in tribù
la famiglia e il rapporto di coppia
c'è già nei capitoli precedenti,
ormai non se ne può più.

La solitudine
non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia.
Uno fa quel che può
per poter conquistare gli altri
castrandosi un po'
c'è chi ama o fa sfoggio di bontà, ma non è lui
è il suo modo di farsi accettare di più
anche a costo di scordarsi di sé
ma non basta mai.


La solitudine
non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia.


Certo, vivendo insieme
se chiedi aiuto
quando sei disperato e non sopporti
puoi appoggiarti.
Un po' di buona volontà
e riesco pure a farmi amare
ma perdo troppi pezzi e poi
son cazzi miei, non mi ritrovo più.



[parlato] Maledizione!... dove sono?... Eccoli lì che se li mangiano i miei pezzi... cannibali!... Troppa fame, credimi... gli dai una mano ti prendono il braccio... Ve la dò io la comune!... Cannibali... Credimi, da soli si sta bene... In due? È  un esercito.

La solitudine
non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia.

martedì 28 dicembre 2010

Lasciateci aprire le finestre...


lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.
"C'è un'aria"
Giorgio Gaber

Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro e se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti "sembrerebbe", "si vocifera", "si dice"
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.

In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.

Lasciate almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.

Inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Sarà una coincidenza oppure opportunismo
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone, lo sapevate da sempre
ma siete stati belli zitti.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca, che manca, che manca
l’aria.

lunedì 13 dicembre 2010

Mai provato...

la messa a punto del cervello ?....






.....e poi il concerto, la commedia, le canzoni
si prende tutto e poi si vive, vive, vive
circondati da emozioni
in attesa di un barlume di coscienza.......

 Giorgio Gaber - Occhio, cuore, cervello



Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.

Guardare una farfalla
guardare da vicino le sue antenne e le sue ali
lei freme appena, è quasi sera, è primavera e siamo soli.
Ora si muove piano
sta per andare via
ora la vedo in cielo allucinato dal suo volo
come un antico amante tutto preso dal presente
in attesa di un barlume di coscienza.

Trovarsi d'improvviso nelle strade di una città
trovarsi in mezzo al mondo per spiare
le sue segrete circonvoluzioni, le intenzioni, la sua verità
provare un senso di piacere che non si può capire
davanti a un viso che si specchia nel cristallo
di un grattacielo irriverente, in qualche modo bello
in attesa di un barlume di coscienza.

Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.

Il percorso normale della conoscenza
è come non lo usassimo più
il percorso del pensiero
che ogni giorno diventa più avaro.

Ma il destino di ogni ignoranza è un'inconscia euforia
che assomiglia a una strana, fortissima voglia di vivere
in attesa di un barlume di coscienza.

Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.

Entrare la sera in un teatro
la luce si è abbassata, c'è quell’attimo di attesa
si parla piano, c'è un momento di abbandono, sta per nascere qualcosa
gustare ogni parola, ogni momento
per riscoprire sensazioni misteriose, voglio dire quelle cose
che ci danno nutrimento.
Goldoni, Shakespeare, Pirandello
e poi il concerto, la commedia, le canzoni
si prende tutto e poi si vive, vive, vive
circondati da emozioni
in attesa di un barlume di coscienza.

Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.
Occhio, cuore, cervello.

venerdì 12 novembre 2010

La Democrazia .....


Giorgio Gaber

sabato 30 ottobre 2010

L'uomo .....


che sto seguendo 

Giorgio Gaber



L'uomo che sto seguendo
ha l'aspetto di un uomo medio, direi banale
non sa bene che cosa cerca e che cosa vuole
si addormenta intontito e si alza senza soffrire
con la stessa indolenza che l'ha fatto addormentare.
L'uomo che sto seguendo
non ha la forza per un dolore vero
è troppo inerte, troppo tollerante come tutti noi
l'uomo che sto seguendo è un uomo sincero
che ogni notte ha amato una donna e non ha amato mai.
Un sentimento
qualche cosa che può sembrare un rito antico
per distinguere il falso e il vero basta poco
un solo sentimento, un vero sentimento
per trovare il coraggio di ridare un'occhiata al mondo.
L'uomo che sto seguendo
ha l'aspetto di un uomo onesto, direi perbene
ma è colpevole di gesti inutili e di omissione
la sua vita gli passa sopra, gli gira intorno
e purtroppo non ha diritto a nessun inferno.
L'uomo che sto seguendo
è troppo vile per dedicarsi al male
è troppo altero, troppo intelligente per affidarsi a Dio
l'uomo che sto seguendo è un uomo normale
l'uomo che sto seguendo sono io.
Un sentimento
qualche cosa che può sembrare un rito antico
per distinguere il falso e il vero basta poco
un solo sentimento, un vero sentimento
per trovare il coraggio di ridare un'occhiata al mondo.
Un sentimento
qualche cosa come un ricordo ormai lontano
per difendere quel mistero che era l'uomo
un solo sentimento, un vero sentimento
per ridare un senso alle cose non puoi fare a meno
di un sentimento.

martedì 19 ottobre 2010

In questi tempi così immorali...


io penso agli habitat naturali...
penso alla cosa più importante che è abbracciare le piante.......

Il potere dei più buoni
Giorgio Gaber



La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno...
sono sensibile ed umano probabilmente sono il più buono...
ho dentro il cuore un affetto vero per i bambini del mondo intero...
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale....
perché dovunque c'è sofferenza sento la voce della mia coscienza...

Penso ad un popolo multirazziale ad uno stato molto solidale...
che stanzi fondi in abbondanza perché il mio motto è l'accoglienza...
penso al problema degli albanesi, dei marocchini, dei senegalesi...
bisogna dare appartamenti ai clandestini e anche ai parenti...
e per gli zingari degli albergoni coi frigobar e le televisioni...

È il potere dei più buoni...
è il potere dei più buoni...
son già iscritto a più di mille associazioni...
è il potere dei più buoni...
ed organizzo dovunque manifestazioni...

È il potere dei più buoni...
è il potere dei più buoni...
è il potere... dei più buoni...

La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno...
ho una passione travolgente per gli animali e per l'ambiente...
penso alle vipere sempre più rare ed anche al rispetto per le zanzare...
in questi tempi così immorali io penso agli habitat naturali...
penso alla cosa più importante che è abbracciare le piante...

Penso al recupero dei criminali, delle puttane e dei transessuali...
penso allo stress degli alluvionati, al tempo libero dei carcerati...
penso alle nuove povertà che danno molta visibilità...
penso che è bello sentirsi buoni usando i soldi degli italiani...

È il potere dei più buoni...
è il potere dei più buoni...
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni...
è il potere dei più buoni...
che un domani può venir buono per le elezioni...

È il potere dei più buoni...
è il potere dei più buoni...
è il potere... dei più buoni...

domenica 17 ottobre 2010

All'inizio per le donne....


sono un genio....
mi attaccano tutte le medaglie sul petto...
sono una meraviglia di uomo....l'unico!
Ma perchè duro così poco come meraviglia?........


"La cosa"
Giorgio Gaber

venerdì 1 ottobre 2010

L'Italia…...... dove l’ho messa?

 dove l’ho messa?
Ho perso anche l’Italia, possibile?


Dove l'ho messa?
 Giorgio Gaber




Domenica sera esco dal cinema… Dov’è ho messo la macchina? Ah già l’ho messa lì. Chiavi, ‘BRUMMM’, parte subito, perfetta.
Arrivo, via Londonio… non c’è più la casa. Ho sbagliato strada, fammi vedere: 24, 26… maledizione manca il 28! Non c’è più la casa, ho perso la casa. Dove l’ho messa?
Vediamo un po’: sono andato al cinema, un bidone tra l’altro… in macchina no, non posso averla persa, la lascio sempre lì. Dove l’ho messa?

Io sono sempre stato un po’ disordinato
ma la mia casa non è mica un orecchino
a questo punto sono molto preoccupato
un uomo senza casa è un po’ un casino.

Me lo dice sempre la mia mamma che sono disordinato, ha ragione, ha ragione la mamma… a proposito la mamma… dove l’ho messa?
Ho perso anche la mamma....Devo far la denuncia eh. Sì tanto i carabinieri ...con tutte le mamme che rubano...... Non era neanche assicurata, però la chiudo sempre eh! Peccato. No, non tanto per il valore, è che era un ricordo!

E poi la mamma non è mica un accendino
che lasci al bar e te lo fregano gli amici
io non vorrei che lei giocasse a nascondino
un uomo senza mamma è un po’ De Amicis.

Bisogna che la ritrovi la mia mamma e anche la mia casa, ho bisogno che ritrovi tutto, per sentirmi bene, per sentirmi a posto in questa nostra bella Terra, in questa nostra bella Italia.
L'Italia…...... dove l’ho messa?
Ho perso anche l’Italia, possibile? L’Italia di Mazzini, di Cavour, dei nostri martiri, degli invalidi senza gambe senza braccia, l’Inno di Mameli, il tricolore che sventola.
Queste nostre immagini eroiche, salde, solide
niente .....
di colpo ....la liquefazione,
lo squagliamento la grande dissenteria....

Siamo rimasti senza niente tra le mani,
con gli ideali svaporati in mezzo al mare,
senza famiglie e senza patrie o religioni
e piange tutto il mondo
e piange pur sapendo
che era una morale da coglioni...

A proposito...
i coglioni...dove li ho messi.....

lunedì 27 settembre 2010

Una donna...

così sospirata
una donna che nasconde tutto
nel suo incomprensibile interno
e che invece è uno spirito chiaro come il giorno......

UNA DONNA
GIORGIO GABER



Una donna fasciata in un abito elegante
una donna che custodisce il bello
una donna felice di essere serpente
una donna infelice di essere questo e quello.

Una donna che a dispetto degli uomini
diffida di quelle cose bianche
che sono le stelle e le lune
una donna cui non piace la fedeltà del cane.

Una donna nuova, appena nata
antica e dignitosa come una regina
una donna sicura e temuta
una donna volgare come una padrona.

Una donna così sospirata
una donna che nasconde tutto
nel suo incomprensibile interno
e che invece è uno spirito chiaro come il giorno.

Una donna, una donna, una donna.

Una donna talmente normale
che rischia di sembrare originale
uno strano animale, debole e forte
in armonia con tutto anche con la morte.

Una donna così generosa
una donna che sa accendere il fuoco
che sa fare l’amore
e che vuole un uomo concreto come un sognatore.

Una donna, una donna, una donna.

Una donna che resiste tenace
una donna diversa e sempre uguale
una donna eterna che crede nella specie
una donna che si ostina ad essere immortale.

Una donna che non conosce
quella stupida emozione
più o meno vanitosa
una donna che nei salotti non fa la spiritosa.

E se questo bisogno maledetto
lasciasse in pace i suoi desideri
e se non le facessero più effetto
i finti amori dei corteggiatori
allora ci sarebbero gli uomini
e un mondo di donne talmente belle
da non avere bisogno
di affezionarsi alla menzogna del nostro sogno.

Una donna, una donna, una donna.
Una donna, una donna, una donna.

venerdì 24 settembre 2010

Mi perdo, mi abbandono.....,


Mi annego e sprofondo 
in questo mare di merda che poi è il mondo!

LE MANI (LIVE)
GIORGIO GABER





Un incontro civile fra gente educata
che si alza in piedi e che si saluta
un incontro un po’ anonimo reso più umano
da una cordiale stretta di mano.

Una mano appuntita, una mano un po’ tozza

una mano indifesa che fa tenerezza
una stretta di mano virile e fascista
che vuol dire: non sono un pederasta!

Una mano un po’ timida, poco convinta

tu parti deciso e lei ti fa la finta
Una mano imprecisa, una subdola mano
da nuovo socialista un po' democristiano

Una mano a spatola, che  scatta nervosa
un'altra suadente, un po' troppo affettuosa
Una mano incallitta da vecchio comunista
una mano anchilosata col pugno a mezz'asta

Una mano molliccia che si tocca la pancia
una mano melliflua che chede la mancia
una mano da medium da mago santone
una mano che scatta e si tocca i coglioni


Una mano da artista, tortuosa e impotente
una mano da orso, pelosa e ignorante
una mano commossa di chi ha tanti guai
una mano da piovra che non ti lascia mai

un carosello inutile, grottesco e giocondo

in questa palla gigante che poi è il mondo!

Un mondo di assurdi esseri umani

un gioco abilissimo, un intreccio di mani
ci comunichiamo così spudorati
quando ci siamo affezionati.

Mani educate di anziani signori

mani abilissime di gente d’affari
mani che ti lisciano con troppa simpatia
con un tocco morboso che sa di sacrestia

un festival viscido e nauseabondo

in questa palla gigante che poi è il mondo!


Mani di ministri che chiedono la fiducia
mani sottili manovrate con ferocia.
mani potenti violenti per natura
mani mafiose che si muore di paura
 

Mani bianchissime, schifose da toccare
mani inanellate di papi da baciare
mani scivolose di esseri umani
mani dappertutto, tantissime mani
 
Mi perdo, mi abbandono,  annego e sprofondo 
in questo mare di merda che poi è il mondo!

sabato 28 agosto 2010

E ora

Citazioni.......per i ghiottoni............

La verità vi renderà liberi. Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato. Né cosa segreta che non venga alla luce. Sacre Scritture

Ama la verità ma perdona l'errore. Ai vivi si devono dei riguardi, ai morti si deve soltanto la verità. Voltaire

Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità. Sigmund Freud

La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione. Isaac Newton

Tutti i nodi vengono al pettine: quando c'è il pettine. Leonardo Sciascia

La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni. Pier Paolo Pasolini

L'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità. Pablo Picasso

Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti. Eraclito

Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne. Gandhi 
Per sentire entrambe le campane bisogna saper ascoltare........ avere due orecchie  ben intonate con la mente e soprattutto  ...........due canali uditivi 
non ustruiti da corpi estranei.

(Irene da "Citazioni improbabili")



Mi fa male il mondo - Giorgio Gaber (1a parte)



 

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