La mano sinistra, con un arpeggio tenue e delicato, apre la strada alla melodia che lentamente prende corpo attraverso sonorità sempre più soffici e impalpabili. Il tema musicale sembra a tratti fluttuare nell'aria sostenuto da delicati arpeggi che mantengono la melodia stabile, in equilibrio nel suo incedere a volte calmo, a volte contemplativo, a volte passionale, istintivo. Arpeggi che accompagnano la melodia con determinazione e forza nei momenti di massima tensione espositiva. Con leggerezza, la melodia, sospinta attraverso un incedere lento ma sempre più deciso, viene a manifestare tutta la dolcezza e l'energia vitale che si genera nel suo divenire. I suoni sembrano avvolgerci in una spirale che ci trascina all'interno della trama compositiva facendoci assaporare le innumerevoli sfaccettature sonore che nascono e si evolvono al suo interno. La melodia incalza in un crescendo, una tensione che giunta al suo culmine si stempera in una
soave melodia espressione di una profonda e pacata serenità. Una cascata di note ci riporta alla dolcezza iniziale e a una conclusione decisamente matura, piena di consapevolezza del raggiungimento della meta a cui tende tutto il discorso musicale. La tensione sembra placarsi lentamente ed il finale sfuma in un pianissimo che sembra quasi cullarci prima di sfiorarci e svanire definitivamente nel nulla.
Irene
giovedì 10 dicembre 2009
Maurizio Pollini plays Chopin Nocturne no. 8 op. 27 no. 2
lunedì 30 novembre 2009
Fel shara
Fel Shara canet betet masha (Stava camminando sulla strada)
la signorina aux beaux yeux noirs (la signorina con gli stupendi occhi neri)
come la luna etait la sua facia (come la luna era il suo viso)
qui eclairait le boulevard (che schiariva la strada)
Volevo parlar shata metni (Volevo parlare con lei)
because her father was a la gare (perché suo padre era alla stazione)
y con su umbrella darabetni (e lei mi colpì col suo ombrello)
en reponse a mon bonsoir (in risposta al mio "buona sera")
Perche' my dear tedrabini (Perché mia cara mi colpisci)
kuando yo te amo kitir (quando io ti amo così?)
and if you want tehebini (e se tu vuoi mostrarmi il tuo amore)
il n'y a pas lieu de nous conquerir (non è possibile conquistarci)
Totta la notte alambiki (Attenderò tutta la notte)
et meme jusqu'au lever du jour (anche fino al nascere del giorno)
and every morning ashtanaki (ed ogni giorno sarò lì)
pour le voue de notre amour... (per il voto del nostro amore)
(dal web)
L'amore non corrisposto come incomprensione linguistica? Incomprensioni linguistiche (e non), questa canzone popolare di origine turca fu riciclata all'inizio del ventesimo secolo in diverse versioni, quasi tutte con la medesima storia. Da raccontare il dramma dell'immigrazione e dell'incomprensione linguistica e culturale, divenne il racconto "comico" di una amore impossibile. Il testo cabarettistico è un mix di spagnolo, arabo, italiano,
inglese, francese e "maccaronico".
La semplicità di questa melodia, il suo ritmo allegro e saltellante, la musicalità delle parole al di fuori del loro significato linguistico, contribuiscono a rendere questa melodia interessante e piacevole da ascoltare.
Irene