Chi non risica non rosica - graduatoria ultimi sette giorni

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sabato 3 aprile 2010

Samba de una nota sò

Tre differenti versioni del Brano "Samba de una nota sò" di Tom Jobim (Rio de Janeiro 1927 – New York 1994).

"Samba de Una Nota Só" Baden Powell







"Paris di notte" Jacques Prèvert



Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L' ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.





"One Note Samba" Tom Jobim
(A.C.Jobim & N. Mendonça








Eis aqui este sambinha feito numa nota só
outras notas vão entrar mas a base é uma só
esta outra é conseqüência do que acabo de dizer
como eu sou a conseqüência inevitável de você

Tanta gente existe por aí
que fala tanto e não diz nada o quase nada
já me utilizei de toda escala e
no final não sobrou nada, não deu em nada

E voltei pra minha nota como eu volto pra você
vou contar com a minha nota como eu gosto de você
E quem quer todas as notas ré mi fá sol lá si dó
fica sempre sem nenhuma. Fique numa nota sò.





Ecco qui questo samba fatto con una nota sola
altre note entreranno ma la base è una sola
quest'altra è conseguenza di ciò che ho appena detto
come io sono la conseguenza inevitabile di te

C'è tanta gente
che parla tanto e non dice niente, o quasi niente
mi sono servito di tutta la scala e
alla fine non è rimasto niente, non è servito a niente

E sono tornato alla mia nota come torno da te
racconterò con la mia nota quanto mi piaci
e chi vuole tutte le note re mi fa sol la si do
resta sempre senza nessuna. Rimani con una nota sola


Ella Fitzgerald : One note Samba (scat singing) 1969


venerdì 2 aprile 2010

Imparare imparando

Due brani musicali che hanno molto in comune anche se apparentemente diversi per il ritmo e le armonie.


"Smisurata preghiera" Fabrizio de André



Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere


Ennio Morricone dirige "The Mission" (Arena di Verona)


giovedì 1 aprile 2010

Malinconie gioiose






Due versioni musicali del brano "Aria Cantilena nº1 - Bachianas Brasileiras nº5" del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro 1887- 1959).








"Bachianas Brasileiras No. 5: Aria" - Villa-Lobos







"Aria Cantilena nº1 - Bachianas Brasileiras nº5 - Villa-Lobos" (Jorge Aragão & band)





Pablo Neruda
"XVII sonetto"
da "Cento sonetti d'amore"


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.


T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Armonie


Tre brani del compositore Agustín Pio Barrios(Paraguay 1885- San Salvador 1944)









JOHN WILLIAMS esegue "VALS op. 8 No 4 " di AGUSTIN BARRIOS MANGORE





John Williams esegie "La Catedral" - Barrios -







"Solitudine" Emily Dickinson

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.


Xuefei Yang esegue "Sueño en la Floresta" - Barrios





"SERENO" Ungaretti

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle


Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo


Mi riconosco
immagine
passeggera


Persa in un giro
Immortale”


Bosco di Coupon, Luglio 1918

mercoledì 31 marzo 2010

Stravagante lontananza

.....d'altronde è questa qui la realtà di questa vita, ci si guarda solo fuori, ci si accontenta delle impressioni.....(Vasco Rossi)

....Non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
in preda all’ansia di stupire, indossa le sue maschere e dimentica quella del coraggio nel momento del rilancio.....(Carmen Consoli)


.....Lontano, lontano, molto lontano, oltre l'acqua corrente e l'elettricità, là voglio arrendermi in braccio a una musica che chiude il discorso delle affinità......(Paolo Conte)

"Basta Poco" Vasco Rossi




Basta poco
a fare impressione
basta poco
basta andare in televisione
che la gente
subito ti riconosce per la strada
si fa presto
a montarsi la testa

e d'altronde è questa qui
la realtà di questa vita
ci si guarda solo fuori
ci si accontenta delle impressioni

ci si fotte allegramente
come se fosse niente
darei fuoco a casa tua
se passasse il mal di dente

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica

basta poco
a fare bella figura
basta poco
basta esser buoni la domenica mattina
basta poco
per esser furbi
basta poco oh!
basta pensare che son tutti deficienti

e d'altronde è questa qua
la realtà di questa vita
di questa bella civiltà
così nobile e così antica

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
domani è già domenica
e forse forse nevica

basta poco
per essere intolleranti
basta poco
basta esser solo un po' ignoranti
basta poco
per non capire e scappare via
basta poco
perché ti dia fastidio uno pur che sia

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
domani è già domenica
e forse forse NEVICAAAAAAA





"Non molto lontano da qui" Carmen Consoli





Amore mio, non sempre tutto volge per il verso giusto:
ma non è soltanto a causa del maltempo
se il raccolto è andato perso.

Ed è buffo come a volte il tempo scorra
meglio del previsto: un panico incombente
ci costringe ad addomesticare
un fervido sorriso, un benessere improvviso.

E’ forse una remota speranza la felicità?
Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.

Non molto lontano da qui la gente escogita affannose corse
in preda all’ansia di tornare al punto di partenza, e dimentica
il peso della posta in gioco, e il come e il quando mentre fuori piove.



Amore mio, non è una colpa il non saper gestire la gioia
e il fatto di trovarsi a proprio agio nel dolore e nella rassegnazione.
Ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni
il margine di errore di un’incessante sottrazione.

E’ forse una remota speranza la felicità?
Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
in preda all’ansia di stupire, indossa le sue maschere
e dimentica quella del coraggio nel momento del rilancio.

Non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui nevica.




"Molto Lontano" Paolo Conte -






Lontano lontano
oltre Milano
oltre i gasometri
oltre i manometri
oltre i chilometri
e i binari del tram
Lontano lontano
molto lontano
oltre l'acqua corrente
e l'elettricità
Là voglio arrendermi
in braccio a una musica
che chiude il discorso
delle affinità
forte petomane
scritta dal diavolo
in spregio evidente della civiltà
Forse tu non mi amerai
mi incontrerai
sorriderai
ma non mi amerai
Forse tu non mi amerai
mi ascolterai
mi seguirai
ma non mi amerai
La luna la luna
degli ululati
lascia ai poeti
della classicità
Là voglio arrendermi
in braccio a una musica
che chiude il discorso
dell'urbanità
forte petomane
scritta dal diavolo
in spregio solenne dell'umanità
Forse tu non mi amerai
mi parlerai
mi abbraccerai
ma non mi amerai

martedì 30 marzo 2010

Vorrei...vorrei...

.....Vorrei seguire ogni battito del mio cuore

Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà .....(L. Dalla)



...e poi vorrei gustarmi un bel gelato al cioccolato.



"E cerca 'e me capì" - Pino Daniele



E cerca 'e me capì'
è tanto tempo che non ti vedevo
eppure so' cuntento
'o ssaje m'hanno fottuto 'e viaggi e
l'autostrada
tutto chello c'aggio passato e mo' nun
credo cchiù
nun credo cchiù.
E torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
sunà'.
E pruove a vedè' cu dint'a ll'uocchie
'o sole
e c'o cazone rutto a parlà' 'e
Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e cride ancora cride ancora...
E cerca e me capì'
vorrei strappare mille occasioni
e poi fuggir lontano
me so' scucciato 'e parlà' e dire ogni
volta
quel che ho dentro e poi star male e
poi suonare
Ma torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
cantà'
E pruove a vedè' cu dint'a

ll'uocchie 'o
sole
e c'o cazone rutto a parlà e Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e sona ancora sona ancora.




"Le rondini" (1990)Lucio Dalla







Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là

Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

Vorrei girare il cielo come le rondini

E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici

E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore

Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà

Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni



"Passato Presente" Lucio Dalla (1973)






Il passato
Il passato
Il passato è mio padre che cerca nella tasca una sigaretta
Il passato è mia madre con i capelli neri
Il passsato è la mia voglia di crescere in fretta
Il passato è una giovane donna ferma davanti a una porta
Di lei ormai che cosa mi importa

Il passato di tanti anni fa alla fine del '49
È il massacro del Feudo Fragalà
Sulle terre del Barone Berlingeri
Tre braccianti stroncati col fuoco del moschetto
in difesa delle proprietà
Sono fatti di ieri?
Il passato è la rabbia che si fa tuono
Il passato è un fuoco che brucia i pensieri
Il passato è un ragazzo che diventa uomo

Il presente
Il presente
Il presente è un aratro che scava dentro il cuore in fretta
Il presente ha tutti questi anni da ricordare
Il presente ha tante porte di galera da contare
Il presente passa e ripassa come un urlo di sirena
alla fine di una lunga giornata

Il presente vola
e nessuno può dire se è migliore o peggiore
Come molti credono
Perché la libertà è difficile e fa soffrire
Tu dove vai?
Con la voce che chiama
Di me cosa importa


Il presente è
stanze strette e autostrade infinite
Il presente è
una macchia di sangue da cinquanta chilometri
Il presente è
un fiume di sole con giovani vite

Amichevolissimevolmente amici amichevoli

.....Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.(Guccini)



A. de Saint-Exupèry
dal Piccolo Principe


“ Gli uomini non hanno più tempo
per conoscere nulla.
Comprano dai mercati le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercati di amici,
gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami”.




..e così' ho provato ad addomesticare.... ma il più delle volte mi sono accorta di essere stata addomesticata.



"Gli Amici" Francesco Guccini






I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
non sono vagabondi o abbaialuna,
per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
quasi nessuno batte o fa il magnaccia.

Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
siamo volgari come la gramigna.
Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
c'è gente che è di casa in serie B.

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna
e chi fa il giornalista si vergogna,
non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto
un peccato o un cadavere nascosto?

Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
è invecchiar bene, anzi, direi... benone!
Per quello che ci basta non c'è da andar lontano
e abbiamo fisso in testa un nostro piano:

se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
avremo un paradiso su misura,
in tutto somigliante al solito locale,
ma il bere non si paga e non fa male.

E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
di coniugare troppo spesso in Dio:
non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.

E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
tra santi tristi e noi più divertenti,
veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,
fra noi e la massa dei rompicoglioni....


"Amici per sempre" - POOH




Si può essere amici per sempre,
anche quando le vite ci cambiano,
ci separano e ci oppongono.
Si può essere amici per sempre,
anche quando le feste finiscono
e si rompono gli incantesimi.
Si può anche venire alle mani,
poi dividersi gli ultimi spiccioli,
non parlarsi più, non scordarsi mai.
Gli amici ci riaprono gli occhi,
ci capiscono meglio di noi
e ti metton davanti agli specchi
anche quando non voi.
E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei,
sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi.
Puoi alzare barriere, litigare con dio,
cambiare famiglia e città,
strappare anche foto e radici, ma tra amici
non c'è mai un addio.
Si può essere amici per sempre,
anche quando le donne non vogliono
e per vivere devi scegliere.
In amore o sei dentro o sei fuori,
un amico ti lascia anche vivere,
non ti scredita, non si vendica.
Gli amici colpiscono duro,
che neanche una madre è così,
senza chi mi sbatteva nel muro
forse non sarei qui.
E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei,
sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi.
Puoi alzare barriere, litigare con dio,
cambiare famiglia e città,
strappare anche foto e radici, ma tra amici
non c'è mai un addio.
Si può essere amici per sempre.


"Amici Come Prima" Pino Daniele




E si nun me vuò bene cchiù
e si nun me vuò bene cchiù
E ti penso ancora e ti porto qui con me
fra le pareti di questa stanza
perché senza di te
io mi perdo ora fra le nuvole e i tabu'
forse è stato un brutto sogno
ma vorrei svegliarmi e ritrovarti ancora.
E si nun me vuò bene cchiù
E si nun me vuò bene cchiù
e si nun me vuò bene cchiù
Amici come prima
perché in fondo alla mia mente ci sei tu
amici più di prima
perché non so rassegnarmi
al pensiero di non averti.
E si nun me vuò bene cchiù
e si nun me vuò bene cchiù
Forse è stato un brutto sogno
ma vorrei svegliarmi e ritrovarti ancora
E si nun me vuò bene cchiù
e si nun me vuò bene cchiù
e si nun me vuò bene cchiù

domenica 28 marzo 2010

Il tuo sorriso.....

"Il tuo sorriso" poesia di Pablo Neruda





Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l' acqua che d' improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d' argento che ti nasce.


Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d' aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.


Amor mio, nell' ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d' improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.


Vicino al mare, d' autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.


Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell' isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.


Testo: Pablo Neruda
 

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